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Rosario
Livatino è nato a Canicattì il 3 ottobre 1952,
consegue la laurea in Giurisprudenza all'Università di
Palermo nel 1975 col massimo dei voti e la lode.
Nel 1990 consegue con la
lode il diploma universitario di perfezionamento in
Diritto regionale.
Entra nel mondo del lavoro
vincendo il concorso per vicedirettore in prova presso
la sede dell'Ufficio del Registro di Agrigento dove
resta dal 1° dicembre 1977 al 17 luglio 1978.
Superato il concorso di
magistratura, é uditore giudiziario a Caltanissetta, e
poi dal 29 settembre 1979 al 20 agosto 1989 sostituto
procuratore della Repubblica al Tribunale di
Agrigento.
Si occupa di delicate
indagini antimafia, di criminalità comune ma anche
(nell'85) di quella che poi negli anni '90 sarebbe
scoppiata come la "Tangentopoli siciliana".
Dal 21 agosto 1989 al 21
settembre 1990 Rosario Livatino è giudice a latere del
Tribunale di Agrigento e della sezione misure di
prevenzione.
Rosario Livatino è stato
segretario della sottosezione di Agrigento della
Associazione Nazionale Magistrati. L'assemblea tenuta
ad Agrigento dopo la sua morte fu presieduta da Paolo
Borsellino, presidente della sezione di Palermo.
Fu ucciso in un agguato
mafioso, la mattina del 21 settembre 1990, sul
viadotto Gasena lungo la SS 640
Agrigento-Caltanissetta mentre, senza scorta e con la
sua auto si recava in Tribunale.
I componenti del commando
omicida e i mandanti sono stati tutti condannati.
Dal
1993 il vescovo di
Agrigento ha
incaricato Ida Abate, che del giudice fu insegnante,
di raccogliere testimonianze per la causa di
beatificazione. Una signora, Elena Valdetara, afferma
di essere stata guarita da una grave forma di
leucemia, grazie
all'intervento del giudice che le sarebbe apparso in
sogno, in abiti sacerdotali, spronandola a trovare in
sé stessa la forza per superare la malattia.
Papa Giovanni Paolo II
definì Rosario Livatino «martire della giustizia ed
indirettamente della fede».
La sua figura è ricordata nel film di
Alessandro Di Robilant
del
1994. È invece del
1992 il libro
omonimo, scritto da
Nando Dalla Chiesa. |