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Caltabellotta |
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Caltabellotta
(Cataviddotta
in
siciliano) è un comune di oltre 4.000.
Gli storici Inveges,
Boudrand e Gaetani Ottavio la identificarono con l'antica città Sicana di Camico, sulle cui rovine sorse la greca Triocala.
Triocala fu una antica città che raggiunse la sua potenza all'epoca di Salvio Trifone,
che a capo di servi fuggitivi, installò in questa città la
sua corte. Eresse un magnifico e regale palazzo e regnò
inespugnato fino al 99 a.C., quando il Console romano
Aquilio, in una delle guerre servili, la rase al suolo.
Riedificata, subì
ancora la sorte della devastazione per mano degli Arabi, i
quali di eressero il "Castello delle querce, in arabo "Qual-At-Ballut"
e, dal quale, come certamente si intuisce, discende
l'attuale nome di Caltabellotta. Con il periodo Normanno,
venne la fama, conquistata nel 1090 da Ruggero il
Normanno, questi inflisse una dura sconfitta agli Arabi ed
a perenne ricordo edificò sul monte un tempio in onore di
San Giorgio con doppio ordine di colonnati, di cui oggi
non rimane traccia. Caltabellotta fu città demaniale,
appartenne al Conte
Luna e, per atto dotale alla famiglia
Moncada . Ne 1713, divenne Signoria di Giuseppe
Alvarez Toledo e fino al XIX secolo ai suoi discendenti.
Sin dall'alba
del cristianesimo Triocala fu sede vescovile con il
protovescovo San Pellegrino, il quale sbarcato a Capo
Bianco, nella cosiddetta Piccola Cartagine, proveniente da
Lucca di Grecia, quando giunse in questa città, sconfisse
un mitologico dragone che dimorava in un antro nutrendosi
giornalmente di un giovane pasto umano. Il Pellegrino,
fece precipitare la bestia in un burrone e prese a dimora
quella stessa grotta, fino alla fine del suo passaggio
terreno, vivendo in santità. Con la conquista araba, la
sede vescovile fu trasferita a Sciacca ed infine con i
normanni ad Agrigento.
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